Ecco in che cosa credo

Credo in individui liberi, capaci d' intendere e di volere, che come tali partecipino ai processi decisionali di una democrazia diretta, nella quale la sovranità appartenga davvero al popolo, al popolo locale e concreto che riempie una piazza, non al popolo astratto inventato da ideologie nazionalistiche e risorgimentali (tanto astratto da non esser capace di prender decisioni se non delegandole).

Credo in individui coscienti ed autonomi, refrattari ad ogni inquadramento, ad ogni gerarchia, ad ogni istituzione, ad ogni istanza sovraindividuale che non sia espressione di democrazia diretta.

Credo in individui responsabili e solidali, altruisti e rispettosi delle regole di convivenza civile per coscienza e non per imposizione.

Credo in individui che liberamente acquisiscano sapienza e conoscenza nel campo che piú li attrae e con le modalità di apprendimento che sentono piú consone. Considero dannosa ogni forma di educazione eterodiretta, soprattutto se imposta come istituzione obbligatoria.

Credo in individui parchi ed autarchici, che nel corso della loro vita piantino piú alberi di quanti ne taglino e lascino il pianeta meno sporco e meno sovraffollato di come l' han trovato.

Credo in individui schietti e sinceri, irriverenti e scettici, il cui valore supremo sia la libertà e la cui attività non sia finalizzata né al denaro né al regno dei cieli, bensí alla libera, gratificante espressione della propria creatività.

Credo che l' individuo sia l' unità di misura di tutto, come diceva Protagora (pántoon chremátoon métron estín ánthropos), e che nessun gruppo, nessuna associazione, nessuna società sia qualificabile a prescindere dai singoli individui che la compongono.
Ovvero, come dicono i catalani: L' individu ès únic, autònom, irrepetible. L' individu ès un concepte anterior a la societat, i per tant aquesta ha d' èsser expressió en aquell...
El subjecte revolucionari ès l' individu.

l' opinione di Lev N. Tolstoj sull' educazione

Cultura ed educazione son due concetti diversi: la formazione culturale è libera ed in quanto tale giusta e legittima; l' educazione è imposta, dunque ingiusta e illegittima.
(dall' articolo "Vospitanie i obrazovanie" nel numero del luglio 1862 della rivista "Jasnaja Poljana", tradotto nel volume "Quale scuola?" delle Emme Edizioni, Milano 1975, pagina 109.)

L' educazione rovina, non corregge gli uomini. Quanto piú un bambino ha perso la sua primitiva innocenza, tanto meno bisogna educarlo, tanto piú gli occorre essere libero.
(dall' articolo "Komu u kogo ucit'sja pisat', krest'janskim rebjatam u nas ili nam u krest'janskich rebjat?" nel numero del settembre 1862 della rivista "Jasnaja Poljana", tradotto nel volume "Quale scuola?" delle Emme Edizioni, Milano 1975, pagina 148.)

 

l' opinione di Carlo Rosselli sui catalani

Il socialismo marxista parte dalla massa, dalla collettività. Il comunismo libertario parte dal singolo. Vuole personalità forti, coscienti, sociali che affermino nella cerchia della loro vita interna ed esterna il fatto emancipatore. La rivoluzione deve fare dell' uomo lo strumento, la misura, il fine. Non accentramento e regola burocratica; ma libertà attiva, positiva, in tutte le sfere dell' esistenza. Umanesimo libertario, ecco che cos' è l' anarchismo catalano.
(da "Giustizia e Libertà" del 6 novembre 1936.)

Cosí Rosselli nel 1936.
Lo credo anch' io: El subjecte revolucionari ès l' individu... Sí, ecco in che cosa credo.


Nella foto: combattenti della guerra civile (1936) con bandiere anarchiche e catalane, non spagnole!


Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un europeo fuori dal coro.

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: ein unangepaßter Europäer.

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un Européen hors du troupeau.

 

www.toscanaccio.eu