- È un dovere nei confronti delle vittime

 


Chi non è cresciuto nella HJ (Hitler-Jugend) e non si è arruolato a 17 anni nelle SS, forse, può anche fregarsene della Shoah. Benché esista anche una responsabilità collettiva, la quale fa sí che io, ad esempio, mi senta colpevole nei confronti di libici ed abissini, pur non avendo mai indossato il casco coloniale.
Ma chi è cresciuto ed ha creduto in un' ideologia che ha provocato (e talvolta esplicitamente ordinato) il massacro di milioni di persone, chi ha creduto in un' ideologia che ha provocato sofferenze indicibili nonché una selezione darwiniana inversa, cioè il sistematico annientamento delle menti piú libere ed evolute, chi ha creduto in un' ideologia cosí non può fregarsene, non può restarne membro nemmeno pro forma. Il cristianesimo ha versato assai piú sangue del nazismo, non fosse altro che per il maggior tempo che ha avuto a disposizione.

Uscire dal gregge dei credenti e dei menefreghisti, distanziarsi dai crimini del cristianesimo, è un debito che ogni cristiano ha verso Giordano Bruno e verso Arnaldo da Brescia, verso Pietro de Bruis e verso tutti gli altri bruciati sui roghi di tutte le piazze della cristianità, un debito verso tutte le streghe straziate, un debito verso tutte le vittime dei pogrom antiebraici, un debito verso tutti i pagani (europei ed extraeuropei) forzatamente cristianizzati. I missionarî possono distribuire tutto il riso che vogliono, possono costruire tutte le scuole che vogliono: niente laverà mai il sangue versato in nome del cristianesimo. Il perdono è una trappola mentale cristiana, è il colpo di spugna che cancella la memoria dei crimini passati e cosí facendo ne facilita la ripetizione. Solo la vittima ha il diritto di perdonare i proprî carnefici. Invece il cristianesimo si perdona da sé, non trae l' unica conseguenza logica dai suoi proprî crimini: ammettere la propria falsità, la propria intolleranza di fondo.
Allora sta ad ogni singolo cristiano, se veramente ha una coscienza, riconoscere gli errori del passato e trarne le debite conseguenze, cioè distanziarsi dall' ideologia che li ha perpetrati. Dire che l' ideologia era buona ma è stata applicata male è una scusa troppo comoda, con la quale tutto diventa potenzialmente scusabile, anche il nazismo. Ogni pianta si riconosce dai suoi frutti. Ogni ideologia si riconosce da come è stata applicata. Non esistono ideologie buone applicate male (quod bonum est, turpem usum habere non potest). Gl' inquisitori che bruciavano i dissidenti sul rogo lo facevano per sincera fede in Cristo e se ne sentivano autorizzati dai vangeli, che effettivamente minacciano il fuoco eterno ai miscredenti e conferiscono ai credenti il potere di sciogliere e di legare, cioè di assolvere e di condannare. Dunque i roghi erano nel DNA del cristianesimo. Per questo non basta distanziarsi dai roghi. Bisogna distanziarsi dal cristianesimo, e bisogna avere il coraggio di farlo con un atto formale. Revocare il proprio battesimo costa appena un paio di lettere raccomandate. Sul sito www.uaar.it è spiegata la procedura.

 

l' opinione di Hans Wollschläger

Der Agnostiker, der "Gott" nicht leugnet, der aber aus Gründen der Vernunft und der Humanität den christlichen Gott verwirft, stellt fest: Eine Menschheit, zu deren Lebzeiten Auschwitz möglich war, darf nicht mehr auf eine Religion bauen, zu deren Lebzeiten Auschwitz möglich war. Oder sie gibt sich auf. Auschwitz: war die Widerlegung aller christlichen Theodizeen.

"Warum ich aus der Kirche ausgetreten bin" (1969)

 

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un europeo fuori dal coro.

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: ein unangepaßter Europäer.

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un Européen hors du troupeau.

 

www.toscanaccio.eu