Alessandro Manzoni
dall' oltretomba ammette: Scusate, mi ero sbagliato!
la meva filosofia és fraccionar per
independitzar; que sorgeixi
pertot arreu llibertat i diferència.
Lluís Racionero
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Una gente
che libera tutta, |
Con
questi versi ti facesti strumento del nazionalismo risorgimentale che voleva
livellare le mille differenze, l' immensa ricchissima varietà tra
l' Alpe ed il mare. Una, una, una: il monomane non
ha pace finché non riduce tutto ad uno, eh Manzoni?
Ma non li sentivi, non li leggevi quei tuoi colleghi
che vivevano già in un grande stato accentrato e livellatore come il Regno
di Francia, e che già ai tuoi tempi rimpiangevano le diversità, la pluralità?
I tuoi colleghi provenzali, i giovani poeti di Provenza, nel 1854 fondarono
il Félibrige per reintrodurre la lingua provenzale, soffocata
e costretta ad estinguersi dalla stato unitario francese. Jean-Jacques Ampère
scriveva nel 1850 a proposito delle contrade di Siena che la frammentazione
aveva favorito il proliferare del genio e della cultura in Italia, mentre
la provincia francese era diventata un deserto culturale (lamentava Ampère)
per colpa dello stato unitario che per secoli aveva accentrato tutta la
cultura a Parigi...
Ma te, niente: non c' è piú sordo di chi non vuol sentire... Avevi fiutato
da che parte tirava il vento, e ti mettesti dalla parte vincente.
UNA d' arme, di lingua, d' altare, di memoria,
di sangue e di cor... Non è un caso, credo, che tu mettessi
al primo posto l' arme. L' Italia,
questa era la preoccupazione alla base di tutto il Risorgimento, avrebbe
dovuto dotarsi di un forte esercito. Vai a dirglielo, Manzoni, ai pacifisti
di oggi, che pacifismo e grande stato unitario son due concetti inconciliabili!
Al secondo posto nella tua visione monomaniaca c' è l' unità linguistica.
Ebbene, a che cosa ci ha condotti il monolinguismo imposto dallo stato unitario?
L' unico risultato è che oggi siamo tutti (toscani compresi) linguisticamente
sradicati, privati ognuno della propria lingua madre, e ci esprimiamo in
un ibrido brutto, artificioso: ascoltalo, Manzoni, e farà orrore perfino
a te. E non si lamenti, chi ritiene che sia stato giusto sacrificare le
tante lingue vere (sissignori: lingue, non dialetti) a questo mostriciattolo
artificiale, non si lamenti se poi in Europa e nel mondo per lo stesso principio
di livellamento e UNIficazione si sacrifica ogni altra lingua all' inglese!
O tutte le lingue hanno il diritto di sopravvivere (anche il veneto, anche
il provenzale, tutte) o nessuna lo ha (nemmeno le lingue di stato).
In terzo luogo, dopo l' unità militare e quella linguistica, auspicavi che
l' Italia fosse UNA d' altare,
cioè avesse un' unica religione. Mussolini ti accontentò con il concordato
del 1929, che elevò per legge il cattolicesimo a religione di stato. Dal
punto di vista della tolleranza e della libertà non fu certo un progresso.
Mai, nel corso della storia, le religioni di stato, soprattutto se monoteistiche,
hanno portato piú libertà, se per libertà s' intendono i diritti della persona.
Ma naturalmente, da bravo cattolico, quando parlavi di libertà pensavi alla
politica estera, mica ai diritti individuali alla Thomas Jefferson, eh,
Manzoni? Credimi: le minoranze religiose, i perseguitati per motivi di religione
han sempre preferito tanti piccoli stati ad uno stato unico, non fosse altro
che per le maggiori possibilità di fuga e di asilo in caso di persecuzione.
In quarto luogo sognavi un' unità di memoria.
Ma l' Italia ha sempre nutrito contemporaneamente popoli diversi fra loro,
ognuno con una propria storia, cultura, con una sua propria memoria collettiva
peculiare! Dài un' occhiata all' intorno, Manzoni, e dimmi se aver voluto
ridurre le mille memorie d' Italia a un' unica presunta memoria italiana
abbia rappresentato un arricchimento della coscienza collettiva, o non piuttosto
un appiattimento.
Che dire poi dell' unità di sangue
da te auspicata nel 1821? Siamo sinceri: oggi come oggi, ti darebbero (e
giustamente) del razzista. Non è peraltro uno stigma tuo personale, quanto
piuttosto un atteggiamento mentale di tutto il Risorgimento. Basti pensare
alll' immagine dell' austriaco nella letteratura risorgimentale italiana,
un' immagine truce anche nei tratti somatici, un' immagine improntata al
disprezzo nei confronti di genti cosiddette barbare, un' immagine profondamente
razzista. E come rendere l' Italia UNA di sangue
se non ripulendola dal sangue impuro? Non voglio muoverti accuse anacronistiche,
Manzoni. Nessuno nel 1821 poteva prevedere i campi di concentramento e le
pulizie etniche. Ma la storia c' è apposta per imparare. Non avresti imparato
niente dai due secoli nel frattempo trascorsi, Manzoni, se oggi tu non vedessi
e non ammettessi le aberrazioni prodotte dalle idee risorgimentali.
L' unica unità che anch' io mi sento di augurare all' Italia, fra le sei
da te elencate, è l' ultima: l' unità di cor.
Col cuore, sí, col cuore non si può mai essere uniti abbastanza, non solo
in Italia ma in tutto il mondo, non ci si vuole mai bene abbastanza. Ma
volersi bene significa rispettare le reciproche peculiarità e la reciproca
indipendenza, senza pretendere un' unità assoluta, senza imporre un modello
unico. Senza monomania, caro il mio Manzoni.
Certo, se ci si vuole bene non si pretende nemmeno un' indipendenza assoluta.
Che ne diresti, Manzoni, di un' Unione Europea composta da tante microrepubbliche
indipendenti e sovrane, a sovranità limitata ma concreta? Un' Unione Europea
composta da tanti Lussemburghi, da tanti Galles, da tante Malte e Catalogne?
Senza piú quei mostri, quei dinosauri della storia, da te idolatrati, che
si fan chiamare stato nazionale. Che ne diresti di un' Europa
nella quale il potere di Roma non andasse piú in là di Ostia, quello di
Atene non andasse piú in là del Pireo, né quello di Berlino piú in là di
Spandau? Eh, che ne dici, Manzoni? Non sarebbe meglio di quella tua monomania,
di quel tuo appiattimento generale in nome dell' Uno e dell' Unità?
Ammetti che la diversità è un valore? Che il mondo è bello solo quando è
vario?
Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un europeo fuori dal coro.
Marco Bucciarelli, il toscanaccio: ein unangepaßter Europäer.
Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un Européen hors du troupeau.
www.toscanaccio.eu