il figliolo del fruttivendolo

d' Oltrarno

Sembra facile, sembra. Ma provateci voi a tramutare le cassette di pomodori, magari anche già con un velo di muffa, in cassette di sicurezza piene d' oro. È quasi come far la conserva coi sammarzani, ma ci vuole un pizzico di qualcosina in piú... Un pizzico d' icché? Eh, a saperlo!
Lui lo sapeva. E' pareva un mago, il fruttivendolo d' Oltrarno, tanto incantava chiunque gli entrasse in bottega: passava mele e aranci da una mano all' altra come un prestigiatore, le faceva volar per aria una dietro all' altra come un giocoliere, faceva lo stemma de' Medici per aria con gli aranci, un due tre quattro cinque sei, tutti nel sacchetto, zac zac zac, sul piatto della bilancia e via, il cliente si ritrovava il sacchetto in mano mentre a bocca aperta strabuzzava gli occhi e cercava ancora le palle per aria... Che mago! Le vecchine gli entravano in bottega tutti i giorni soltanto per lo spettacolo, anche quando non avevan bisogno di far la spesa. E lui le intratteneva, le incantava... Un mazzettino d' odori? Un pizzichino di questo, una fogliolina di quest' altro? Guardi che banana, sora Vanna, la sembra quella di Marco Polo! O questo pomo? Guardi come gli è! Gli è quello che Eva diede a Adamo: o come faceva a dirgli di no!
Nel suo campo era un genio, il fruttivendolo d' Oltrarno. E l' ambizione lo pungolava, lo spingeva ad andare oltre, molto oltre il suo campo.
Un altro, al posto suo, avrebbe dato al figliolo un nome qualsiasi (che so? l' avrebbe chiamato Dino, per esempio) e l' avrebbe messo a bottega con sé: Impara, gli avrebbe detto, ché un giorno la bottega sarà tua; e ogni tanto giú un ceffone tra capo e collo.
Il fruttivendolo d' Oltrarno no. Lui il figliolo lo chiamò Lamberto. Lamberto: un nome da gentilhuomo, un nome ch' era tutto un programma...
Quante volte Lambertino, piccinino, frignava: O babbo, babbino, voglio veni' a bottega con te! Voglio gioca' a palline colle noci, voglio far lo stemma de' Medici coll' aranci! Fammi veni' con te, babbino!
Niente da fare. Inutilmente i lacrimoni gocciolavano giú sulle gote di Lambertino: il babbo non lo voleva a bottega. Che frustrazione! Meno male che c' era la mamma a consolarlo, a coccolarlo — ma il babbo non vedeva di buon occhio nemmeno questo.
Tanto il fruttivendolo d' Oltrarno era affabile in bottega, dove incantava le comari, tanto era un genitore inflessibile a casa. L' unico gioco che consentisse al figliolo era il monòpoli: E impara bene le leggi del mercato! gl' inculcava prima ancora che sapesse leggere e scrivere.
La mamma, da parte sua, compensava un po' troppo la carenza affettiva paterna. Per evitare che diventasse un mammone, Lambertino fu mandato in collegio. Prima al collegio e poi, si capisce, al college.
Oh, Florence! wonderful, isn't it the city of Medíci? si congratulavano con lui i compagni del college dopo avergli domandato: Where are you from, Lamb? Al che Lamberto sorrideva con la sua bella dentatura equina, spiegava che il cognome gentilizio andava pronunciato Mèdici, con accento sdrucciolo, e già che c' era ne descriveva anche lo stemma, gesticolava come se facesse volare le arance da una mano all' altra e incantava studenti e studentesse americane né piú né meno di come il fruttivendolo d' Oltrarno incantava i clienti. Oh, I see, esclamavano tutti a bocca aperta dopo averlo ascoltato descrivere l' arme medicea con tanta passione. Is it your coat of arms, Lamb? gli domandavano senza ironia, sospettando che fosse lui stesso un discendente dei Medici. Ma, appena il discorso cadeva sull' albero genealogico, Lamberto arrossiva, scuoteva il capo ammutolendo, e si chiudeva in se stesso.
Durante gli anni del college trovò un paio di volte il coraggio di chiedere a qualche studentessa: Will you marry me? Lo domandava soltanto a ragazze piú grandi, piú robuste di lui, che sognavano giocatori di baseball e non ci pensavano nemmeno a mettersi con un cosino, con un agnellino piccolo e magro come Lamb, dagli occhi di vitello e i denti di puledro, che per di piú non era nemmeno un Medici. Ma lui che ci poteva fare? Le ragazze mingherline non gli piacevano, era attratto soltanto da quelle che gli richiamassero qualcosa di materno, qualcosa di protettivo, povero Lambertino.
E l' istinto non lo ingannava. Alla fine trovò in America la donna che faceva per lui: una bella figura matronale e materna, una ricca italiana che lo prese sotto la sua protezione, lo sposò, lo introdusse nella crema della finanza mondiale... Grazie alla moglie, la sua carriera divenne inarrestabile.
Lambertino arrivò a Roma dall' America, mica da Oltrarno! Arrivò a Roma da uomo delle istituzioni finanziarie internazionali, mica da fruttivendolo!
Certo, mingherlino com' è, basta un soffio di vento per rigirarlo. Fa il ministro in un governo di destra, poi si volge a sinistra perché questa lo insedia per qualche mese a Palazzo Chigi, povero agnellino illuso di durare piú delle feste di pasqua! Sogna un partito tutto suo, povero Lamb, sogna d' esere un capobranco, povero agnellino bagnato. Destra, sinistra, per lui è un gioco di prestigio, è come fare il giocoliere con frutta scadente, destra sinistra, sacchetto, bilancia, e via, in mano al cliente incantato... Hop-la!
Lo vedi babbo come son bravo, dice dentro di sé, a bottega non mi ci volevi, ma ho imparato lo stesso! L' incanto meglio io di te, questi grulli!
Lambertino ha l' incubo che si risappiano in giro le sue origini. Con quanta abnegazione si sforza di reprimere la voglia ancestrale, viscerale piú che palatale, d' aspirare certe consonanti intervocaliche! Con quanta vergogna si ricorda d' Oltrarno, del popolo minuto e linguacciuto! Che orrore ha Lambertino di quella madrelingua schietta, che timore ha dei toscanacci senza peli sulla lingua e senza Crusca! Con quanta kiarezza, kome uno stitiko sotto sforzo, skandisce le sillabe! Oh, come parla bene! Che esimio statista!
E pensare che, in fondo, la politica è per lui un' abilità prestigiatoria, un gioco da bottegaio: destra-sinistra-destra — zac!
Gli ci metto anche un mazzettino d' odori, sora Vanna, che la vole di piú! Chi la tratta meglio di me?

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un europeo fuori dal coro.

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: ein unangepaßter Europäer.

Marco Bucciarelli, il toscanaccio: un Européen hors du troupeau.

 

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